<!– La suina inconsolabile e il sottaniere innamorato –>

Un’amica un po’ porca, con la quale però non ho (ancora) mai avuto rapporti
approfonditi, si confida con me. Il suo ultimo tipo le ha messo, come si dice a
Napoli, più corna di una sporta di maruzze. La faccenda è andata avanti
per un bel pezzo senza che la tapina se n’accorgesse. Quando la testa le è diventata
troppo pesante per continuare a ignorare la realtà, a chi si
rivolge la cervosuina per un lungo e articolato sfogo su quanto sono porci gli uomini?
Ovviamente, a Juan. Ma cos’ha nel cervello: segatura? E poi, bella mia, ti
vieni a lagnare proprio con uno che non ti sei mai trombato? Forse però a
questo si può rimediare. Vieni qui, che ti consolo. Ti consolo io.

Mentre ascolto le sue (suine?) lamentele oscillanti fra il piagnucoloso e il
furente, mi sento un novello Orazio alle prese con un seccatore contemporaneo ma
dotato di tette. E mo’ falla finita! Est modus in rebus (et in sciaradis, et in
aliis enigmaticis ludis), vorrei dirle dopo il primo quarto d’ora, tanto per
continuare a rubare da Orazio.

Invece no; mi sorbisco tutto, rintuzzando però di tanto in tanto la
cinghialotta dal cuore infranto. In particolare, so che la mia amica non ha
sempre mantenuto un comportamento ineccepibile: il fedifrago è stato più volte
ricambiato pan per focaccia – anche se magari senza arrivare a pareggiare il
conto. In altre parole: una sacca piena di lumachine di mare (migliaia di corna)
contro un gruppo multifamiliare di gnu (decine).

“Sì, magari avrò sbagliato anch’io… chi è che non commette mai un errore?”
singhiozza lei. “Io, ecco, sì, beh, qualche volta ho avuto una scappatella, ma
era una cosa occasionale! Quello stronzo invece viveva per le donne! Che
porco! Lui non mi ha mai amato!

“Ti sbagli, mia cara. Uno che, come dici tu, vive per le donne s’innamora
sempre
. Però le donne questo non possono capirlo.”

La prossima volta, o si fa consolare a modo mio o la mando a quel paese.

Advertisements