<!– Souvenir d’amour –>

Avendo la chiave giusta, Maddalena è un vulcano. La dolcezza non le basta mai; va bene anche se trita e ritrita, come quando mi chiede: "me la dici una cosa carina?". Ahimè, forgiare frasi carine da snocciolare in guisa d'adorabile cicisbeo non è uno sport in cui eccello – e purtroppo Maddalena di solito non accetta un po' di sano umorismo alla juanriccio come sostituto della "cosa carina"; anzi, non lo apprezza per niente.

Bacia come una dea, Maddalena. Un bacio suo conta come una scopata con una normale. Quest'osservazione non me l'ha mai voluta passata come "cosa carina"; peccato. Le piacciono di più le frasi carine da supermercato a base di occhi, luce e sostantivi astratti. Pfui.

Nella fase successiva ai baci Maddalena procede in modo appetitoso e svincolato da troppi preconcetti. Rispetto alle innovazioni che propongo è curiosa ma sempre con una punta di diffidente timore. Ha pochi tabù, ma invalicabili.

Però se trovi la chiave giusta, allora tutto cambia. Si risolve la serata: lei si trasforma in una spugna assetata di esperienze e lascia cadere ogni vincolo – e non parlo solo di sesso (ma anche sì). Con lei si può parlare quasi di tutto (tranne che d'etologia). Per esempio, Maddalena capisce ed ama il vino. Conosce la sua terra, della quale mi mostra fiera boschi e vigneti ed angoli mai visti. Quando beve, si trasforma in una donna perfetta. Purtroppo non succede con un vino qualsiasi: lei è di gusti non difficili ma precisi.

Un giorno tiro fuori una bottiglia giusta e succede il miracolo.

Possiamo fare tutto il rumore necessario. Lei ama farne tanto. Rimane un po' all'antica per quanto riguarda la scelta dei vocaboli e delle immagini, ma sui decibel non si tira indietro. A volte è imbarazzante; stavolta mi sento libero e non le impedisco di gridare, anzi. Mi rivolgo a lei con tono di voce basso ma inesorabile, perentorio. Le piace molto. Piace anche a me. Ci baciamo avidamente e poi pigramente e poi ci strofiniamo e poi c'incastriamo. Faccio cose che di solito non tento neanche, giusto per vedere fino a che punto mi posso spingere. Scopro con sorpresa che posso, posso. E allora spingo, spingo.

Più tardi stiamo ancora digerendo il piacere quando Maddalena d'improvviso mi offre un pegno dicendo: "queste ora sono tue. Conservale e ricordami". È un gesto che mi emoziona perché è inaspettato e perché l'ha fatto proprio stavolta. In questo momento la amo davvero. Glie lo dico, proprio io che non lo dico quasi mai. Lei però non gradisce quanto speravo: forse non le piace che glie lo dica soltanto dopo averle fatto quasi male e aver ricevuto anche un souvenir in premio. Forse sarebbe stata meglio un'osservazione di repertorio sulla bellezza dei suoi occhi buttata lì qualche minuto più tardi. Blah. Donne; non le capirò mai.

mutandine ancora calde

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