<!– Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo –>

Questa non è la solita allumeuse: questa vuole proprio scoparmi di brutto.
Continua serrato il dialogo con la
Gnocca
Caterina
: un messaggio al giorno.
(Puntate precedenti:
1. La bella sconosciuta,
2. Il battesimo,
3. La rivelazione).

È ormai appurato che si tratta
della ex di Fausto; il che,
ahimè, la rende intoccabile.
Sa troppe cose di me: si vede che mi ha puntato e studiato. Ho la sensazione un
po’ fastidiosa che Caterina coltivi il desiderio di mettermi le mani addosso da
un bel po’ di tempo – dai tempi in cui era ancora con Fausto, tanto per dirla
tutta.

Non che a Fausto glie ne freghi poi molto di Caterina: è stato lui stesso
a scrollarsela di dosso nonostante le condizioni fossero davvero il non plus ultra.
Caterina gli aveva proposto “Tu puoi fare quel che vuoi, ma continuiamo a scopare,
ti prego, almeno una o due volte al mese!”
(qualcosa mi dice che Fausto dev’essere un amante memorabile). Fausto aveva ovviamente
accettato questo tipo di accordo (bellaccordo pyaze ankio ankio vojo si si si),
ma ogni volta che lui si accostava a un’altra donna,
Caterina trovava il modo di rompergli le uova nel paniere. Alla fine lui ha dovuto
tagliare nettamente per evitare di trovarsi invischiato in una non-relazione.

Io che delle non-relazioni sono il mago indiscusso, potrei benissimo
palleggiarmi e godermi l’attraente e disinibita Caterina in tutte le modalità
concepibili, ma le mie regole me lo impediscono, sigh.

Le ho chiesto di amiche e mi ha proposto conoscenti meravigliose – fra cui
una che potrebbe davvero essere la donna definitiva per me! – ma
irraggiungibili, al solito. Poi s’è offerta di persona, come prevedevo. Ne ho
parlato con Fausto, ma soltanto di striscio. Sono imbarazzato. Fausto non ha capito
il mio bilico equilibristico, altrimenti avrebbe risposto “vai, fratello, fattela
alla mia salute!”; ma io avrei comunque ignorato la sua benedizione.










(bella questa e fatta qui sicuro si skopa kebello kebello gnikk!)

(No, no, no. Non possiamo. Non dobbiamo. Non vogliamo.)

(ma io posso devo vojo si si vojo vojo parla per te brutto scemo ricchione!)

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