<!– “A propositi” di fine anno –>


Juan Babbo Natale

È l’ultimo giorno del 2010. Tempo di speranze e propositi per i prossimi 365
giorni. Stamattina ho chiuso l’anno lavorativo con un concertino all’aperto (un
trio senza batteria con
Anna).
Nonostante le mani gelate, abbiamo fatto buona musica.

A proposito di musica, domani pomeriggio apriremo il nuovo anno con una jam
“seria” nel nostro rifugio preferito degli ultimi tempi: un albergo
temporaneamente chiuso per difficoltà finanziarie e gestito da un astrofisico
geniale e sboccato. Interverranno personalità di rilievo, fra cui
l’altro genio sboccato,
parte della band di Nino D’Angelo, e si spera anche
una tonnellata di gnocca fresca.

A proposito di gnocca, sono stufo di rubare tre giorni di felicità al mese a
qualcuna che poi non vedrò per un anno. Ho bisogno di una trombamica affidabile,
o almeno di una vera compagna. Voglio pensare al futuro, fare progetti, avere
bambini.

A proposito di bambini, sono ormai rinchiuso nella mia gabbia di zio
preferito, un po’ pazzo e per questo amato, considerato un po’ inaffidabile
dagli altri adulti che ormai non credono più che possa avere una storia normale,
maestro inimitabile nell’improvvisare spade con foglie di yucca rinforzate,
combattere a calci mostri invisibili nascosti in cataste di legna, compiere
missioni segrete fra caveaux da scassinare travestiti da bancomat e sirene
pericolosissime travestite da innocue, procaci salumiere.

A proposito di travestimenti, l’ultimo compito che mi è toccato è stato
quello di travestirmi da Babbo Natale. Per me era la prima volta e mi è piaciuto
un sacco. Il pubblico più giovane non riusciva a profferir parola dall’emozione
mentre Babbo Natale spiegava in un bizzarro e irriconoscibile falsetto che no,
non poteva trattenersi per un caffè: “son giorni di lavoro pazzesco… le
consegne, che incubo… uff…”. Una persona del pubblico adulto assistendo alla
scenetta si è pisciata sotto dal ridere – letteralmente.

A proposito di pisciarsi sotto, ora è meglio che vada: sento anch’io la
vescica che mi fa toc-toc. Forse ho esagerato con la Falanghina, ma sui
vermicelli con l’astice è proprio la morte sua.

Astici pronti da saltare con i vermicelli

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