Archives for category: fumetti

<!– Indignados americanos –>

I paesi che sono stati culle del comunismo – la Russia, la Cina – inseguono un ideale "occidentale" di ricchezza capitalista infarcito di disuguaglianze e disperazione. Intanto l'occidente forse incomincia a ripensarci; anche negli Stati Uniti, dove la parola "comunista" è un insulto, un movimento popolare rifiuta la finanza disinvolta e le disgustose sperequazioni del sogno americano. Trudeau da più di quarant'anni registra la realtà e la fotografa nelle sue vignette quotidiane. Questa è di ieri.

Idignados americanos

Dato di fatto: L'1% più ricco delle persone in questo paese ha nelle mani il 24% del reddito totale! Dato di fatto: I 400 americani più ricchi possiedono più ricchezza che la metà di tutti gli Americani messi insieme! Dato di fatto: Ci sono 224 milionari al Congresso! L'anno scorso i lobbisti hanno speso 351 miliardi per farsi ascoltare da loro! – Dato di fatto: mi unisco alla marcia, di brutto!
– Io… di bb..brutto… no.

I due personaggi principali sono quelli che appaiono nell'ultima vignetta. Come al solito sono emblematici della società americana di oggi: Lei è Alex, figlia del baby-boomer Mike Doonesbury, ricca da quando il papà è entrato in borsa con la sua società hi-tech, geniale sin da bimba, co-artefice del successo paterno, entusiastica sostenitrice di Obama attraverso l'attivismo web, ex-blogger con un certo seguito, attualmente studente al MIT.

Il ragazzo di Alex è Toggle, giovane reduce dall'Iraq, estrazione sociale bassa, figlio di una ex ragazza madre, balbuziente e appassionato di heavy metal, attualmente recordista presso uno studio di registrazione. Un ragazzo di carattere mite e benvoluto da tutti.

Alex incarna l'archetipo del radical-chic americano: istruita, informata, intelligente. Toggle spesso mostra il buonsenso dei meno fortunati, lui che dalla vita non ha mai avuto niente – niente tranne Alex.

<!– Persepolis –>

Rivedo il film di Persepolis, tratto dal fumetto di Marjane
Satrapi, e la mente prende il volo. Ho fatto la conoscenza di Marjane attraverso
il libro a fumetti (un amico me ne ha prestato la versione francese quasi appena
uscita). Da allora, ogni volta che rivedo il film riaffiorano i ricordi di un
viaggio breve ma importante che ho fatto tanti anni fa.

Forse era il periodo della vita, insomma accidenti dell’età; forse è stata
una congiunzione astrale o un caso beffardo; sarà che l’ho affrontato col cuore
aperto e vulnerabile, o forse ero soltanto più tenero; o più probabilmente erano
semplicemente due donne eccezionali incontrate al momento sbagliato – due giorni
di distanza l’una dall’altra – ma quel viaggio è stato un evento determinante
nella mia formazione sentimentale. Della seconda donna non ho mai parlato
con nessuno – neanche con lei.

Vedo Marjane e mi prende il magone: ripenso a Parvin. Le due hanno molto in comune:
l’età, gli studi al liceo francese, una vocazione artistica, un matrimonio
fallito alle spalle col marito ancora laggiù in Iran e lei che scappa, incapace
di sopportare un paese in guerra ininterrotta da decenni, dove per giunta essere
donna è un peccato.

<!– Japanese the Manga Way –>

Davide è un mio giovane amico appassionato di Giappone. Come per quasi tutti
i ragazzi della sua generazione (e in effetti anche per quelli della mia), sono
stati gli anime a stuzzicare il suo interesse iniziale, che poi si è allargato
alla cosiddetta “cultura giapponese”. Uso le virgolette perché non ho mai capito
cosa significhi “cultura giapponese”: la maggior parte degli “appassionati” non
sa chi siano Hokusai o Tanizaki.

Fatto sta che il suo interesse si è espanso fino ad includere la lingua; ogni
volta che ci vediamo mi chiede informazioni su spezzoni di dialogo captati in
qualche fansub. Qualche tempo
fa mi ha detto che vuole studiare il giapponese con un po’ d’impegno e mi ha
chiesto consiglio su come procedere. Ho risposto con un’altra domanda: “come
stai a inglese?”.

Ho individuato un libro che gli piacerà.
S’intitola Japanese the Manga Way
(マンガで学ぶ日本語文法,
“Grammatica giapponese che si impara con i manga”) e introduce tutti i costrutti
fondamentali della lingua con esempi reali: vignette tratte da fumetti veri.


Sample from 'Japanese the Manga Way' - A Topic by Itself (p.79)

Ho dato un’occhiata al libro e mi è piaciuto. È un po’ più voluminoso e più
dettagliato di quanto mi aspettavo; per un adolescente come Davide potrebbe
anche risultare un mattone. Le abbondanti informazioni grammaticali sono
proposte in un ordine che non è quello normale per un libro di testo, ma è
perfetto per iniziare immediatamente a pasticciare qualche frase corretta. Va
bene così, ma il rovescio della medaglia è che non si può usare come opera di
consultazione.

Se fossi stato l’autore, avrei aggiunto alla tavola dei kana i diagrammi con
le istruzioni su come scriverli (l’ordine dei tratti); sarebbe stato utile anche
un glossario per raccogliere tutte le parole introdotte negli esempi. Per
esempio, sarebbe un bell’aiuto poter trovare la vignetta 141 a pag. 74
cercando “order“, “coffee“,
o “chuumon” in un
indice delle parole; oppure trovare a colpo sicuro la vignetta
che introduce l’uso di
~sou(da/desu).

Nonostante queste osservazioni, i principali punti di forza dell’opera sono
vastità e completezza: per quello che ho potuto vedere, la grammatica di base è
trattata per intero e ci sono piccoli approfondimenti su argomenti avanzati come
gli onorifici. Mi piace che il libro introduca subito entrambi i registri,
gentile e informale; molti corsi per adulti non lo fanno, producendo così gaijin che parlano in modo permanentemente
ingessato.

クリスマスおめでとう、ダヴィデ。頑張って! Buon Natale, Davide, e
datti da fare!

<!– Trame sinistre –>

Negli USA, dire "comunista" fa troppo scandalo, quindi invece dicono "socialista", che comunque è quasi la stessa cosa: fa rabbrividire tutti i bravi americani. La morale non cambia: la sinistra trama sempre e dovunque. Con le dovute differenze, anche questa scenetta potrebbe essere ambientata in Italia.

Allora, Carter vince il Nobel per aver fatto da babysitter a qualche elezione, Gore lo vince per aver attaccato la crescita economica… …e Reagan, che ha detto basta alla guerra fredda, lo perde a vantaggio di Gorbaciov, un altro democratico! Senza offesa, Barack, ma è tutta politica socialista! – Mi dispiace che tu la veda così, George…
– E poi tu lo vinci perché forse rimedierai alle mie guerre? Ma per favore!

<!– La malattia delle minorenni –>

Roman Polanski, (ex)-frequentatore di minorenni, è in ottima compagnia:
da Woody Allen a certi primi ministri europei. Boopsie, (ex)-attricetta
di Hollywood famosa per la terza scena nella doccia in Porky’s VIII,
ha la coscienza scossa e ne discute col marito B.D.
Un po’ come se fosse Sabina Ciuffini.

B.D. è un allenatore di football americano, militare ex-guerrafondaio
di ex-simpatie reaganian-bushesche, che ha avuto la sua scossa alla coscienza
quando è tornato dall’Iraq con una gamba in meno. Un po’ come se fosse Indro
Montanelli.

La persona di cui si parla è Sid, l’agente di Boopsie (ricchissimo ed
ebreissimo), che organizza una cena di raccolta fondi per Polanski. Un po’
come se fosse un imprenditore barese attivo nel campo della malasanità.
Sid si vede nell’ultima vignetta.







– Poi ha incominciato a fare un sacco di nomi
di gente che difende Polanski…


…gente come Penelope Cruz e Woody Allen e Martin Scorsese
e Adrien Brody – come se la celebrità facesse la minima differenza!


– Non ne fa per me, sicuro come la morte! A Sid gli direi
di prendere i suoi biglietti di beneficenza e… e…


…mica nella lista c’è anche Stallone?

– Posso controllare.








– Vedi, è per questo che la maggioranza
del paese ritiene Hollywood il pozzo nero della morale!

– Lo so! Ma Sid proprio non lo capisce…


…pensa che dei maniaci come Roman Polanski o Woody Allen
possano essere autorizzati solo perché sono dei grandi auteurs!

– Cos’è un auteur?

– Non sono sicura. Una roba francese.


– Cioè, loro sono una roba francese?

– Sì. E sono protetti da potenti critici cinematografici.








– Buongiorno, papà!

– ‘giorno, tesoro.


 


 


– Voi siete malati!

– Cosa? Che cosa ho fatto?

Queste sono tre vignette consecutive, pubblicate su molti quotidiani
statunitensi oggi, ieri e l’altroieri.
Minorenni, “malato”, “pensano di essere autorizzati perché…”, “pozzo nero
della morale”. A volte certi temi diventano attuali in tutto il mondo.

<!– Super Size Me –>

Da lunedì 8 giugno 2009, i fast food statunitensi sono obbligati a riportare le calorie contenute in ogni pietanza. È la fine di un altro mito. Un Obama anche da noi no, eh?








– Caspita, Zonk sembra un po’ nervosetto oggi, eh?

– Non ci avevo fatto caso. E perché poi?



– Non hai sentito?

Da oggi i menu di McFriendly’s devono specificare
il numero di calorie.



– Temono che i clienti possano rimanerci male.



– 4300 calorie per un’insalata?

– La posso far fare senza i Ringo sbriciolati.










– 4750 calorie?
Non posso proprio ordinare la solita colazione Bad Boy!




– Beh, potrebbe ordinare la colazione Pistolino.
Sono solo 2300 calorie.



– “Pistolino”, sì. Pensate di mettere in crisi i clienti
con dei nomi da ragazzini, vero?

Beh, io voglio una Pistolino!

– Cos’ha detto, signore?



– Mi hai sentito: una Pistolino.

– Una PISTOLINO! Qui!

(hihihi!)

(smidollato.)




Riassunto di un duecentesimo delle puntate precedenti: Zonker, attualmente cameriere da McFriendly’s, è un mezzo hippy californiano, ex-campione di abbronzatura negli anni 70, che oggi vive con il conservatorissimo B.D., ex-giocatore di football americano
veterano di guerra rimasto mutilato in Iraq. B.D. è felicemente sposato con Boopsie, ex attrice di Hollywood – indimenticabile la sua interpretazione della terza ragazza nella doccia in Porky’s IX. Ma divago, come al solito.

[Il titolo del post è preso pari pari da un documentario in cui il protagonista, cavia e vittima, si spappola il fegato mangiando da McDonald’s per 30 giorni di seguito sotto il controllo di un medico attonito per quello che vede succedere.]

<!– In difesa della vita –>

Recentemente, Ratzinger ha detto che non è con l’uso dei profilattici che si può intervenire contro l’AIDS in Africa. A volte mi sembra che la difesa della vita secondo il Vaticano vada limitata a quelli che devono ancora nascere o a quelli che stanno per morire.


(Le Monde, 18 marzo 2009)

Ratzinger e il negazionista riconciliato contro i preservativi


In fondo alla barca si vede il vescovo negazionista Williamson, recentemente riaccolto dopo una scomunica. Dopo i campi di concentramento nazisti, il lefevriano nella vignetta nega anche l’epidemia/endemia africana di AIDS (SIDA in francese).